Nome dell'autore: Uskebasi

Napoli Filosofia senza Mura

Home | Events | Photos | Video | Press | Blog | Contact | Kosmika SILVIO TALAMO BLOGZone e Scritture ~ Zones and Writings SILVIO TALAMO BLOG  Zone e scritture Zones and Writings  _Eng Below_Ieri (14.11.2025) sono stato alla prima serata del weekend organizzato da Filosofia Fuori le Mura, diretto da Simona Marino e Giuseppe Ferraro. Immaginavo che sarebbe stato un incontro fertile, e infatti lo è stato. Quello che credo sia stato più interessante è la messe di parole che ho ascoltato, preludio a una cordata di concetti pregnanti per il nostro oggi, per un passo futuro.La seduta era dedicata all’anima e alla coscienza. Per lo sperimentatore non è semplice trovare una collocazione nitida in questo tempo di dislocazione collettiva. Troppo materialisti per la new age (e meno male), troppo attenti alle questioni della grande coscienza (l’insieme dei processi infiniti che compongono l’universo in cui viviamo) per il materialista “puro”, come spesso mi considero. Troppo psichedelici per i lucidi (mi dispiace per loro), troppo lucidi per gli psichedelici (che poi vengono a noia). È difficile aprirsi a domande che attraversino il campo del poetico (poiein) e, al tempo stesso, quello del rigore della ricerca. Mi vengono in mente, tra le tante, le citazioni ascoltate in passato: i Deleuze, gli Spinoza, i Giordano Bruno, gli Eraclito. Interpretarsi è sempre difficile – oracolo di se stessi – non ve lo consiglio. Ma per me, panteista e interessato alle cose dell’anima e della coscienza, così come alla parte più ispirante dell’Illuminismo, in un mondo che sembra irrazionale ma che, al tempo stesso, guidato da una profonda razionalità, ha cancellato ogni pulsione più istintiva e umana, quella di ieri è una boccata d’ossigeno.Il dramma che viviamo – e che, purtroppo, a guardare le decisioni politiche globali, avrà altre svolte – trae la sua forza da una dimissione a cui siamo troppo abituati: abbiamo smesso da anni di cercare una via d’uscita. Invece, udite udite, a Napoli qualcosa si muove! Ecco: su questi trampoli si costruiscono le nuove vie. Ci vediamo stasera (15.11.2025): farò un intervento. Niente di diverso dalle canzoni che propongo a Berlino, ma aggiungerò qualche poesia, dal momento che sono in Italia.  _______ENGLISH VERSION Yesterday (14.11.2025) I attended the first evening of the weekend organized by Filosofia Fuori le Mura, directed by Simona Marino and Giuseppe Ferraro. I imagined it would be a fertile encounter, and indeed it was. What I found most interesting was the harvest of words I listened to — a prelude to a rope-team of dense concepts, meaningful for our present and pointing toward a future step.The session was dedicated to the soul and to consciousness. For an experimenter, it is not easy to find a clear position in this time of collective dislocation. Too materialist for the New Age (and thank goodness), too attentive to the questions of the great consciousness (the endless processes that compose the universe in which we live) for the “pure” materialist, as I often consider myself. Too psychedelic for the lucid ones (I feel sorry for them), too lucid for the psychedelic ones (who eventually become tiresome). It is difficult to open oneself to questions that cross the field of the poetic (poiein) and, at the same time, the field of rigorous inquiry. Many of the quotes I have heard in the past return to mind: the Deleuzes, the Spinozas, the Giordano Brunos, the Heraclituses. Interpreting oneself is always difficult — an oracle to oneself — I wouldn’t recommend it. But for me, a pantheist and someone interested in the matters of the soul and consciousness, as well as in the most inspiring part of the Enlightenment, in a world that seems irrational but is, at the same time, driven by a deep rationality that has erased every instinctive and human impulse, yesterday felt like a breath of oxygen. The drama we are living — and which, unfortunately, judging from global political decisions, will take further turns — draws its strength from a resignation we have grown too accustomed to: we stopped looking for a way out years ago. Instead — hear, hear — something is moving here in Naples!And so: on these stilts, new paths are built. See you tonight (15.11.2025): I’ll give a short contribution. Nothing different from the songs I perform in Berlin, but I will add a few poems, since I am in Italy. HOME

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Nuova Poesia / New Poetry

Home | Events | Photos | Video | Press | Blog | Contact | Kosmika SILVIO TALAMO BLOGZone e Scritture ~ Zones and Writings SILVIO TALAMO BLOG  Zone e scritture Zones and Writings  Nuova poesia / New poetry ENG below Sboccia la notte più profonda e muta.La luna piena ha inumidito la strada,il suo raggio la invade tra i semafori spenti. Penso che la sua placentain terraaspetti d’essere mangiata,come la gatta fa al parto. I neon,anche i chioschi sono chiusi.Solo i miei scarpiniin tutto il quartiere. Due occhi di luce sgorgano dal nulla,mi guardano, fermi. Quando trotta via la vedo,era una volpe. Forse era quia dirmi il suo segreto. *****     *****     *****  The deepest, mute night blossoms.The full moon has dampened the road,its beam flooding it among the darkened lights. I think that its placenta,on the ground,waits to be eaten,as the cat does after birth. The neon signs,even the kiosks are closed.Only my little shoesin the whole neighborhood. Two eyes of light gush from the void,they look at me, still. When it trots away, I see—it was a fox. Perhaps it was hereto tell me its secret. HOME

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Enterviev / Intervista – Promosaik

Home | Events | Photos | Video | Press | Blog | Contact | Kosmika SILVIO TALAMO BLOGZone e Scritture ~ Zones and Writings SILVIO TALAMO BLOG  Zone e scritture Zones and Writings  _ENG BELOW_ Intervista su Promosaik Nei giorni scorsi è stata pubblicata una mia intervista su Promosaik, in cui racconto alcuni passaggi del mio percorso artistico, il rapporto con la parola, la voce, la scrittura. Un dialogo aperto su ricerca personale, musica e poesia. Ringrazio Promosaik Edizioni, Milena Rampoldi e Sarah Uzunlar per l’invito e l’attenzione. >>INTERVISTA IN ITALIANO: CLICCA QUI<<     Interview on Promosaik A few days ago, an interview with me was published on Promosaik, where I talk about my artistic path, my relationship with words, voice, and performance. An open dialogue on personal research, music and poetry. I warmly thank Promosaik Edizioni, Milena Rampoldi, and Sarah Uzunlar for the invitation and attention. >>INTERVIEW IN ENGLISH: CLICK HERE<<               HOME

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Exit Rivista di Poesia su Berlino Magazine – Intervista

Home | Events | Photos | Video | Press | Blog | Contact | Kosmika SILVIO TALAMO BLOGZone e Scritture ~ Zones and Writings SILVIO TALAMO BLOG  Zone e scritture Zones and Writings  Ringrazio Berlino Magazine per l’intervista. Sta per uscire il secondo numero di Exit rivista di poesia per italiofoni a Berlino. Anna Scabello mi ha intervistato, le ho parlato dell’idea e del percorso che ha poi portato alla rivista.   Qui il link:https://berlinomagazine.com/2025-exit-la-nuova-rivista-di-poesia-degli-italiani-a-berlino/    HOME

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Gli Animali – Poesia su La Repubblica

Home | Events | Photos | Video | Press | Blog | Contact | Kosmika SILVIO TALAMO BLOGZone e Scritture ~ Zones and Writings SILVIO TALAMO BLOG  Zone e scritture Zones and Writings  Ieri su la Repubblica di Napoli nella rubrica la bottega della poesia è stata pubblicata una mia poesia. Grazie ad Eugenio Lucrezi e alla redazione per l’attenzione e per il commento. Vi trascrivo di seguito i testi per renderli leggibili!Un saluto -Gli animaliGli animali sono dappertutto.Camminano per strada,brucano tra i cespugli,frugano tra i binari della metro.Li puoi trovare giù nel bar a berefaccia a faccia, pacifici,con le anime dei vivi.Li puoi vedere dondolarsi ai rami,stendersi sui tettucci delle macchinee farsi la toilette oppure, pigri,su di un fianco, la testa sollevata,mettersi al sole sui tetti di tegole.Mi domando chi siail padrone che li ha lasciati andare;così buffi, con code serpentinee gli occhi tondi e attenti …Sembra giochino coi pensieri altruicome ranocchio e mosca,come gatto e farfalla …Sembra come se non ci fosse un fine …Gli animali sono dappertutto.Si muovono e non vanno in nessun luogo… ##### Come guardare il mondo con occhio poetico: trovando ilmeraviglioso nel quotidiano, e ponendosi domande inusitate. Qui, lo straniamento viene ottenuto senza lavoro sul linguaggio. Una rarità. HOME

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Il Pasto su Neutopia

Home | Events | Photos | Video | Press | Blog | Contact | Kosmika SILVIO TALAMO BLOGZone e Scritture ~ Zones and Writings SILVIO TALAMO BLOG  Zone e scritture Zones and Writings            Ringrazio la redazione diNeutopia. Una mia poesia è stata pubblicata sul blog ed in cartaceo.Sulla pagina troverete anche una sonorizzazione di Elena CappaiBonanni di una mia performance vocale e un collage di Elena Marini.   questo il Link: https://neutopiablog.org/2023/02/20/silvio-talamo-il-pasto/comment-page-1/   Il corpo si dissolve ètrafittole luci griglia video sparate dalle iconeipulsanti corrono sotto le ditatremano tastati affondanoUnago arcobaleno penetra la pupilla – esplodeettolitri di showmusica politicainformazioni TV propagandae La TV èaccesa […]   HOME

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Wolf Biermann poesie. La rivoluzione dopo le rivoluzioni.

SILVIO TALAMO BLOGZone e Scritture ~ Zones and Writings SILVIO TALAMO BLOG  Zone e scritture Zones and Writings  WOLF BIERMANN UNA POESIA UTOPICA IN SENO AD UNA RIVOLUZIONE REALE Cercavo un altro poeta a dire la verità, altra poesia. Quando per telefono ho parlato con il mio amico Franco che sapevo avere una biblioteca ben fornita con qualche libro non più in commercio da prestarmi, sono andato a vedere di che cosa si trattasse. Ho trovato l’autore cercato? Sì, ma non sapevo per quale motivo Franco mi propose subito qualche altra lettura e sembrava molto convinto, forse perché consapevole della mia permanenza a Berlino. Insieme parliamo dell’Italia che non visitavo da anni, del tracollo economico, i barconi di gente lasciata a morire in alto mare. Allora viene fuori qualche pubblicazione de “Il pane e le rose”, collana che anni addietro avrò visto ovunque tra le bancarelle intorno l’università, ed esattamente: “Poesie e realtà” due volumi di poesia italiana fiorita tra la guerra e la caduta del muro. Infine… c’è un tale Wolf Biermann. Ci metterò un po’ di tempo a collegare il libro e lo scrittore ai cenni che già qualche amico tedesco mi diede. Mi era già arrivato un qualche frammento di storia, suggerimenti, fotografie e canzoni tramite internet ma le visualizzerò dopo. Al momento l’artista mi era completamente sconosciuto. Lo leggo. Descrivere le sensazioni che si raggrumavano verso dopo verso è alquanto complesso. Il linguaggio del poeta sembrava essere molto lontano dalle istanze del simbolismo, un frutto della psiche che gusto sempre con piacere e che forse in quel momento cercavo. In più non avevo mai incontrato dal punto di vista letterario quelle connessioni culturali, politiche, artistiche che sapevo essere di una Berlino ormai andata. L’opera di Biermann che leggevo in una edizione Einaudi del 1976, è un’opera politica, rivoluzionaria nel senso proprio di appoggio, sostegno ai valori rivoluzionari socialisti: la fine dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Un appoggio, però, visto dall’interno, dall’altra parte del muro, quella che era opposta alla nostra, la parte dell’Est dove Biermann giovanissimo di sua volontà si trasferisce. Emerge subito la figura di Villon, il poeta fuorilegge sfuggito al cappio e amato da Rimbaud. Non riesco comunque a percepire quella certa decadenza, semmai, come lo stesso Biermann più avanti dice, un senso di tradimento. Sì ha l’impressione che il modello venga più trattato per quello che potrebbe rappresentare se dal medio evo fosse proiettato nel 900 e messo a spasso sotto il muro. Anche qui, comunque, Biermann non si consegna al mito. Tutto ha il sapore di una contestazione inquadrata nella storia, una provocazione in una chiave che un tempo avremmo potuto definire antiborghese, attraverso uno stile di vita irriverente, che celebra il condannato e non il giudice ma in un mondo, quello della DDR che la borghesia avrebbe dovuto abolirla. Questo pensavo. Il gran fratello Franz VillonVive su in camera da meSe gente viene a curiosareVillon non si fa trovarePoi si rannicchia con una bottigliaDi vino nell’armadioE aspetta che il pericolo sia passatoIl pericolo però è sempre in agguato(Ballade auf den Dichter François Villon – W. Biermann) Emerge Brecht, spesso attaccato nei suoi epigoni, amalgamato ad un realismo linguistico, popolare, schietto, volgare, alla mano, plebeo come dovrebbe essere il contestatore che parte dal basso di una piramide, un Bohémien “popolare” immerso in una espressione non conciliante con il vertice. Quello era il mondo del socialismo reale, il mondo del partito unico al potere <<Il partito si mozzò | tanti piedi buoni | tanti bei piedi | Il partito mozzò. | Però a differenza | dell’uomo sopraddetto | al partito qualche volta | il piede cresce ancora.>>, Ballade vom Mann. Un mondo, quindi, lontano e che conosciamo solo in parte, un mondo dove il poeta attacca il vertice (il luogo delle promesse mancate) e riscrive il soggetto rivoluzionario immerso in una nuova utopia, quella di un socialismo avulso dalla “burocrazia”. I suoi versi utilizzano i modelli della tradizione come una maschera, in una opposizione anarchicheggiante alle direttive culturali di potere che gli costerà una espulsione perpetua. Sì, perché contrariamente a molti tedeschi dell’Est che provarono a fuggire e superare il muro, da contestare come tutti i muri, a Wolf Biermann dopo un concerto all’ovest nel 1976 venne dato l’Ausbürgerung, il ritiro della cittadinanza e non gli fu più permesso di rientrare. Visse durante quegli anni nella Berlino ovest spiato dalla polizia segreta dell’Est, come ci dice in qualche intervista. Malgrado la proibizione si organizzò una piccola sala di registrazione in casa e registrò le canzoni, che sarebbero comunque state diffuse. Perché il poeta, giusto per sottolinearlo, era anche un cantautore, uno chansonnier, un Liedermacher di alto livello, tra Bob Dylan e Bach, che dichiara tra i suoi ascolti. ErmutigungDu, lass dich nicht verhärtenIn dieser harten ZeitDie allzu hart sind, brechenDie allzu spitz sind, stechenUnd brechen ab sogleichUnd brechen ab sogleich …. IncoraggiamentoTu, non lasciarti indurireIn questi tempi difficiliQuelli che sono troppo duri, si romponoQuelli che sono troppo taglienti, pungonoe poi subito si rompono … Quello che in ogni caso mi appassiona la fantasia è miccia che riaccende una memoria, una memoria quasi adolescenziale. La constatazione che la narrazione post-muro ha coperto ciò che è successo nel campo delle rivoluzioni con l’etichetta di stalinismo, quindi repressione oppure all’opposto caos e disfacimento. Una grande reinterpretazione che ha annullato la complessità di un momento storico e con essa quella del soggetto, del nostro essere soggetto. Qui invece la contestazione alla borghesia si prolunga, si concretizza nella contestazione al potere, ai burocrati, al Politburo e si estende, come a me piace interpretare a tutte le dittature; rimanendo dalla parte della rivoluzione, della rottura e dell’esperimento, in questo caso realistico. Anche se dovremmo capire di quale realtà stiamo parlando. Ed ora? Borghesia? Realismo? Rivoluzione? Biermann non si dichiarerà più comunista. I tempi sono cambiati. L’uomo ad una dimensione sembra aver vinto, è arrivato il digitale… Rimane a stuzzicare la mente la forte commistione di realtà, boheme, opposizione alle autocrazie e di reinterpretazione (non di annullamento) del soggetto scrivente,

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Oceanvs Orientalis vivere da dj

Articolo su Oceanvs Orientalis vivere da dj pubblicato su M|Hz inserto cartaceo di Metropolis nel mese di giugno 2021 Oceanvs Orientalis è uno degli artisti più rappresentativi della generazione che per ora potremmo chiamare elctro world, insomma un producer per noi semplicemente importante! Ed è quanto dire se si pensa che l’artista turco, vero nome Şafak Özkütle, nato nei pressi di Istanbul, ha dichiarato il suo odio per i club e che, al tempo stesso, si è avvicinato molto tardi alla musica elettronica. Stanco del suo lavoro come graphic designer spende il suo ultimo stipendio per comprare gli strumenti che poi utilizzerà come dj lavorando nel club di un amico. La sua musica, attraverso un collettivo brasiliano, il Voodoohop, arriverà prima in Brasile e poi, nella capitale San Paolo, alle orecchie della The Magic Movement label, etichetta Berlinese. Solo due anni dopo, Oceanvs Orientalis suonerà in tutto il mondo, marcando ed inventando un sound così come un concetto musicale. Il punto di partenza per l’ex impiegato è arrivato quando ha cominciato a mescolare la world music, allora una delle sue musiche preferite,con alcuni luoghi della musica elettronica e techno, primo fra tutti la cassa in quattro. Armamentario che si arricchirà con i delay, il montaggio, filtri, effetti, sample e synth. Non secondario è l’uso del software per la produzione, la DAW. Il suo è un universo che richiama la natura, di Ibiza preferisce appunto la spiaggia e le foreste. I ritmi non sono frenetici, il mood è pacato con un continuo riferimento all’acustico e alle radici. Il suo nome evoca la mappa degli oceani conosciuti prima di colombo e Şafak ha preso il nome della parte orientale. L’ultimo lavoro “Ex Nihilo” uscito per la Kanto Records è un album tematico che mette in suono tutti gli eventi che hanno portato alla nascita della vita sulla terra. Così, tra tradizione e tecnologia, l’armonia delle culture, di cui il nostro ci parla, ha un suo spazio ed un suo tempo: quello della creazione che termina con l’età verde. Silvio Talamo QUI IL PDF >> clicca <<  M|MHZ Metropolis on line

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