Nome dell'autore: Uskebasi

Oceanvs Orientalis vivere da dj

Articolo su Oceanvs Orientalis vivere da dj pubblicato su M|Hz inserto cartaceo di Metropolis nel mese di giugno 2021 Oceanvs Orientalis è uno degli artisti più rappresentativi della generazione che per ora potremmo chiamare elctro world, insomma un producer per noi semplicemente importante! Ed è quanto dire se si pensa che l’artista turco, vero nome Şafak Özkütle, nato nei pressi di Istanbul, ha dichiarato il suo odio per i club e che, al tempo stesso, si è avvicinato molto tardi alla musica elettronica. Stanco del suo lavoro come graphic designer spende il suo ultimo stipendio per comprare gli strumenti che poi utilizzerà come dj lavorando nel club di un amico. La sua musica, attraverso un collettivo brasiliano, il Voodoohop, arriverà prima in Brasile e poi, nella capitale San Paolo, alle orecchie della The Magic Movement label, etichetta Berlinese. Solo due anni dopo, Oceanvs Orientalis suonerà in tutto il mondo, marcando ed inventando un sound così come un concetto musicale. Il punto di partenza per l’ex impiegato è arrivato quando ha cominciato a mescolare la world music, allora una delle sue musiche preferite,con alcuni luoghi della musica elettronica e techno, primo fra tutti la cassa in quattro. Armamentario che si arricchirà con i delay, il montaggio, filtri, effetti, sample e synth. Non secondario è l’uso del software per la produzione, la DAW. Il suo è un universo che richiama la natura, di Ibiza preferisce appunto la spiaggia e le foreste. I ritmi non sono frenetici, il mood è pacato con un continuo riferimento all’acustico e alle radici. Il suo nome evoca la mappa degli oceani conosciuti prima di colombo e Şafak ha preso il nome della parte orientale. L’ultimo lavoro “Ex Nihilo” uscito per la Kanto Records è un album tematico che mette in suono tutti gli eventi che hanno portato alla nascita della vita sulla terra. Così, tra tradizione e tecnologia, l’armonia delle culture, di cui il nostro ci parla, ha un suo spazio ed un suo tempo: quello della creazione che termina con l’età verde. Silvio Talamo QUI IL PDF >> clicca <<  M|MHZ Metropolis on line

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Vecchia Poesia Cyberpunk!

** Codici Immaginari era una rivista legata al Cyber Punk e ad una riflessione critica sulla dimensione della tecnologia intesa, per quanto mi riguarda, sia come controllo, invasione che come arma di liberazione, emancipazione. Molte di quelle riflessioni ed esperienze umane, intellettuali, cerebrali, artistiche, fisiche che furono sviluppate in quegli anni sarebbero diventate temi attuali. Come sempre, destino simile a molti dei miei scritti, quella poesia non la ricordavo e non so se l’avessi neanche più. Era passato troppo tempo ma da internet è riemerso un archivio. E’ quasi una preistoria! Buona lettura.

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Tash Sultana approda alla “Terra Firma”

Articolo pubblicato su M|Hz inserto cartaceo di Metropolis del 20.03.2021 Tash Sultana approda alla “Terra Firma” >>qui METROPOLIS on line<< Tash Sultana è un autentico fenomeno mondiale contemporaneo della musica e dello show, mondo quest’ultimo sempre più indissolubilmente legato ad un’altra parola, quella di business: show business. Non è cosa nuova per quelli di noi che hanno visto i click dei suoi video su You Tube crescere esponenzialmente stagione dopo stagione, video letteralmente fatti in casa, bianco e nero, telecamera fissa al centro e certo non di ultima generazione, con tanto di intrusa (forse la madre?) che faceva capolino dalla porta mentre una Tash Sultana poco più che maggiorenne cantava a turno quelli che sarebbero diventati i suoi successi, ad esempio: “Jungle”. Giovanissima chitarrista australiana con un passato turbolento e vicina alle tematiche gender o meglio genderqueer o nonbinary, come si definisce, l’abbiamo vista, sempre attraverso i suoi video, nelle sue performance da strada, altro ambiente preferito per la diffusione della sua musica. I video sono diventati virali e lei artista senza casa discografica, riviste patinate ed etichetta, praticamente autoprodottasi come centinaia di artisti adolescenti e non, è arrivata a calcare palchi sempre più grandi fino alla copertina, udite udite, di Rolling Stone Magazine. Il management sarebbe arrivato ed anche presto ma la base rimangono quelle home e street performance. Il suo tocco distintivo, oltre al cappelletto messo di traverso, una loop machine. Sì, perché la performer in questione oltre ad essere una fantasiosa polistrumentista, in primis la chitarra elettrica, si è presentata al mondo usando una loop machine. Registra al volo sul palco le linee melodiche, ritmiche, armoniche su cui basa i suoi arrangiamenti, una sperimentazione nel campo del cantautorato da cui si evince che ci sono ancora strade nuove da percorrere per dire cose. Il suo ultimo disco Terra Firma è uscito in questi giorni ed in futuro certamente ci saranno dichiarazioni e live da assaporare. Silvio Talamo M|MHZ Metropolis on line Silvio Talamo

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Dj Nicola Cruz, lo sciamano della psichedelia

Articolo pubblicato su M|Hz inserto cartaceo di Metropolis del 03.09.2010 Dj Nicola Cruz, lo sciamano della psichedelia >>qui METROPOLIS on line<< Nell’ambito del suono sta succedendo qualcosa di interessante, in quel campo musicale fatto di culture ancestrali, melodie tradizionali ed influenze elettroniche di cui il dj Nicola Cruz è una delle punte di diamante. Nell’universo mainstream siamo abituati a pensare al remix come un’operazione attraverso cui si esplora il potenziale di una hit per presentarla al pubblico della dance. L’operazione di Nicola Cruz è diversa. Nato in Francia da genitori ecuadoregni imbastiti della cultura tra-dizionale di provenienza e trasferitosi bambino in Ecuador, Nicola ha da subito esplorato il mondo della musica cominciando poi a plasmare canzoni popolari, strumenti e risonanze tribali, ritmiche legate alle radici della sua terra originaria; tagliando e ricucendo samples, armonie, voci dal sapore atavico ed unendole alla potenzialità degli strumenti elettronici: drum box, sintetizzatori, delays, cassa in quattro. I suoi lavori sono ipnotici, psichedelici, amniotici, sempre fortemente evocativi e spesso connessi al ballo. Lo si ascolta dopo le cacao ceremonies, durante le conferenze sulle medicine naturali sciamaniche ed è ovviamente possibile assistere ai suoi live o rintracciarlo sui social. Su you tube sono postati i suoi dj set per Boiler Room, Sonar e altre celebrate pagine. Il punto è che dietro l’interesse verso i ritmi rituali esiste una cultura, una visione delle cose, liturgie e religioni indigene, saperi popolari, patrimoni di conoscenze da salvaguardare che si sposano ad un nuovo revival folk sudamericano vivo e creativo; un revival sottratto all’idea che ci siamo fatti della musica sudamericana: da quella di spessore a quella più commerciabile. Nicola Cruz, insieme a tutto un movimento, unisce, celebrandolo, un passato primitivo ad un presente tecnologico in una fibrillazione che dall’underground, eterno crogiolo di linguaggi, emerge fino a noi. A gennaio 2019 esce Siku (ZZK), l’ultima fatica di Cruz. >> QUI IL PDF <<  M|MHZ Metropolis on line Silvio Talamo

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